Per due anni in cui io sono stato l'unico reggitore delle sorti del Komos. Considerando le grandi difficoltà che abbiamo dovuto affrontare e la litigiosità interna (chiamiamola vivacità) che purtroppo è abbastanza caratteristica della comunità gay italiana, questo periodo "militare" è stato necessario. Ora siamo tranquilli: abbiamo una casa sicura (la chiesa evangelica di Bologna) e, benché gente che rompa i coglioni non ne manchi mai, fuori e dentro al coro, non ci ammazza più nessuno. Quindi possiamo permetterci il lusso della democrazia. A febbraio abbiamo approvato uno statuto, che a giorni sarà depositato anche presso il Comune (dopo innumerevoli ritardi dovuti alla burocrazia) e siamo ora un'associazione.
Il consiglio mi ha imposto quindi, non senza ragione, di cambiare nome a questo blog, per rendere più chiaro che le idee che qui sono espresse sono le mie personali, le quali non necessariamente coincidono con quelle dell'Associazione Komos in toto, che si potranno invece trovare nel sito ufficiale del Komos. Purtroppo però il sito ufficiale non esiste ancora e non so nemmeno quando esisterà. Fino a quel momento, quindi, invito tutti coloro che ricercano informazioni sul Komos a considerare questo blog come l'unica fonte di informazioni di prima mano al momento disponibile. Purtroppo, data la delicatezza del nostro progetto, su di noi ogni giornalista, blogger o semplice utente di internet si sente intitolato a sparare le più grandi castronerie, imputandoci idee ed azioni che non abbiamo mai detto e mai fatto.
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