Ok, quello che ognuno aveva predetto, chi con rassegnazione chi con gioiosa malignità, è successo: con un tempismo veramente degno di miglior causa, data la nuova esplosione di odio omofobico che questo inizio autunno sembra aver portato in Italia, l'Arcivescovo di Bologna, il cardinale Caffarra, ha ingiunto a Don Nildo Pirani di cacciarci dalla sala parrocchiale della Beverara, dove proviamo da luglio.
Ecco la lettera consegnatami ieri sera dal costernatissimo parroco, che deve averla scritta praticamente sotto dettatura del vescovo:
Al direttore del Coro Komos
Con la presente comunico con dispiacere l'impossibilità di continuare ad accogliere il Vostro Coro nei locali della Parrocchia.
Questo per una precisa disposizione di una Lettera della Congregazione per la Dottrina della Fede, in data 1 ottobre 1986, che io non conoscevo, e che mi è stata ribadita perentoriamente dal Cardinale Arcivescovo in persona, con lettera a me inviata in data 7 agosto 2009.
Scusandomi per quanto successo, faccio presente che non ho niente da commentare per nessun giornale o agenzia di stampa, augurandomi che il "polverone" sollevato in seguito alla concessione della sala non ricada, adesso, a danno della vostra attività corale e della nostra attività parrocchiale.
Con i migliori auguri per una sistemazione adatta alle esigenze del vostro Coro.
D. Nildo Pirani
Bologna, 14/09/2009
Per chi fosse interessato, questo è il passaggio del documento pontificio di vent'anni fa cui l'Arcivescovo si riferisce:
"Questa catechesi potrà aiutare anche quelle famiglie, in cui si trovano persone omosessuali, nell'affrontare un problema che le tocca così profondamente. Dovrà essere ritirato ogni appoggio a qualunque organizzazione che cerchi di sovvertire l'insegnamento della Chiesa, che sia ambigua nei suoi confronti, o che lo trascuri completamente. Un tale appoggio, o anche l'apparenza di esso può dare origine a gravi fraintendimenti. [...] A qualcuno tale permesso di far uso di una proprietà della Chiesa può sembrare solo un gesto di giustizia e di carità, ma in realtà esso è in contraddizione con gli scopi stessi per i quali queste istituzioni sono state fondate, e può essere fonte di malintesi e di scandalo. Nel valutare eventuali progetti legislativi, si dovrà porre in primo piano l'impegno a difendere e promuovere la vita della famiglia."
Confesso che con una certa ingenuità ho creduto che questa sistemazione potesse durare. La sala era ideale per le nostre prove ed il parroco estremamente disponibile e molto sicuro nel difendere la sua scelta. Molti parrocchiani, tra cui gli altri due cori che provano nella stessa sala (il coro parrocchiale e il coro Quadriclavium) hanno scritto a Don Nildo e a me il loro apprezzamento per il nostro arrivo e stavamo già pensando di poter collaborare attivamente alla vita della parrocchia, animando noi stessi qualche messa e rinforzando con i nostri elementi il Coro della Beverara, all'occorrenza.
Komos non è soltanto un progetto musicale (anche se questo sarà sempre il suo primo obiettivo), ma anche un progetto sociale. In fondo volevo compiere un esperimento che facesse riflettere l'opinione pubblica. Penso di esserci riuscito: ho dimostrato concretamente che non tutto il mondo cattolico è omofobo e che un dialogo tra la comunità omosessuale e questa non minoritaria parte del cattolicesimo è non solo possibile, ma doveroso, se non vogliamo creare controproducenti schieramenti contrapposti. Nella società italiana di oggi ci vuole poco perché uno urli allo scandalo guidato dal livore del razzismo. Ma che tanti cattolici si siano scomodati a scrivere lettere per esprimere il proprio apprezzamento a Don Nildo Pirani, è qualcosa che mi ha stupito. E sono convinto che presto l'ufficio dell'Arcivescovo sarà inondato da lettere.
Perché dall'altra parte questa storia purtroppo dimostra che invece le alte gerarchie cattoliche sono ancora profondamente omofobe.
Da un punto di vista sociale è una storia bella e istruttiva, ma ora, senza uno spazio, il nostro progetto artistico rischia di naufragare. Vorrei quindi cogliere l'occasione per chiedere al Comune di Bologna e a tutte le associazioni bolognesi (nonché singoli cittadini) se esiste uno spazio adatto alla musica disposto ad ospitarci.
4 commenti:
Ciao, Paolo. Mi chiamo Daniela e sono un'insegnante cattolica. Ho avuto a che fare con persone omosessuali fin da giovane e ho trovato in loro una grande umanità. Ho seguito con una certa apprensione la vicenda della vostra accoglienza e dell'oscena cacciata per ordine dell'"arcivescovo". Purtroppo, a differenza vostra, ero quasi certa di questa conclusione anche perché conosco molto bene i documenti vaticani sull'omosessualità, specialmente la famigerata lettera del 1986 citata dal "Resto del Carlino" e che fu firmata... indovina da chi? Dall'allora cardinal Ratzinger. Puoi bene immaginarne i toni e gli scopi, ma forse no: sarò lieta di fornirti, se del caso, parecchie informazioni in proposito. Ora ho una certa fretta, però, se vuoi venire a visitarmi sul blog, sei ben accetto. Mi premeva solo informarti - data la pessima propafanda che ci stanno facendo, non solo in questo campo - che cattolico e soprattutto cristiano non è affatto sinonimo di omofobo e che, per quanto mi concerne, da tempo considero Caffarra e la sua cricca dei sacerdoti di un culto pagano e idolatra. Un saluto e... coraggio.
Daniela
Un veloce commento su una vicenda di cui già non si parla più (ma proverò a far sì che se ne parli in qualche sede non banale e te lo comunicherò, in quel caso).
Innazitutto complimenti per il curriculum, davvero pregevole.
Poi, per il resto, che dire. Evidentemente chi ha preso una decisione del genere non ha mai letto Brian Eno, quando scrive che canta re "è il segreto per vivere a lungo, avere un bell'aspetto e un buon carattere, potenziare le capacità intellettuali". D'altronde dalla Chiesa di oggi, almeno da quella che può prendere decisioni come quella a proposito della vostra "sala prove", non ci si può aspettare di meglio.
Vi auguro di trovar epresto una nuova sistemazione. Il mio coro si trova una volta alla settimana, e so quanto sia importante avere a disposizione il posoto giusto.
Un saluto, Bruno
{http://www.zuccapelata.splinder.com/)
Ecco qui il post promesso. Buon lavoro
http://zuccapelata.splinder.com/post/21351779/Fra+cori+omofonici+e+tentazion
La dottrina della chiesa cattolica è da sempre corpofobica e ostile al piacere. In questo non si differenzia da altre "religioni" patriarcali patrimoniali.
Tutto ciò ha anche una logica: l'omosessualità è una delle forme in cui il sesso è forma d'amore, di gioco e di piacere e non ha alcuna valenza procreativa che, invece, è l'unica giustificazione ammessa per il sesso dalla chiesa.
La fissazione che degrada l'eros al solo livello biologico-riproduttivo e reifica la Donna a fattrice - esisti e sei degna solo se mi dai prole - in una sorta di zootecnia religiosa moralisticheggiante, è anche la base inculturale dell'assoluto tabù concernente la decrescita demografica.
Una fortuna per voi essersi resi indipendenti dai dispensatori di questa roba.
C.Zecca
Posta un commento