Ultimamente c'è stato un gran parlare del Komos nei media. Naturalmente giornalismo è sinonimo di imprecisione quindi ritengo utile fare un breve riassunto della nostra storia fino ad oggi.
Ho fondato Komos autonomamente nel settembre del 2008. Per un breve periodo siamo stati ospiti del circolo Arcigay di Modena, ma la loro sede è assai angusta ed ho accettato l'offerta del presidente del circolo di Bologna di trasferire le prove al Cassero. Sotto l'egida del circolo provinciale Arcigay "Il Cassero" abbiamo fatto due bei concerti, in marzo e in maggio 2009.
Il 26 giugno avremmo dovuto fare un concerto a Genova, ma il comitato organizzatore si è impegnato con solerte ignavia per impedire che questo avesse luogo (si legga post sottostante). In quel contesto ho dichiarato che non stupisce che i gay italiani non godano di alcun diritto quando la maggiore associazione che dovrebbe tutelarli dà continuamente tali prove di superficialità ed incompetenza. E con questo a quanto pare ho scavalcato (nell'ordine) Ratzinger, De Giorgi (di gay.it) e Povia e ho conquistato l'ambita posizione di nemico pubblico numero uno di Arcigay.
Alla lettera che si può leggere qui sotto (in cui si chiedeva se Arcigay avesse intenzione di sostenere ancora il progetto Komos) il presidente di Arcigay ha risposto che della cosa non gliene poteva fregare di meno e che lo chiedessi al Cassero e, due settimane e mezza dopo, il Cassero ha riposto che Komos non era più un'attività del circolo, ma che avremmo potuto continuare a fare le prove nella loro sala. La sala in questione ha un'acustica molto dispersiva, oltre tutto peggiorata dall'estenuante ronzio dei frigoriferi del bar, e le molte attività del circolo ci hanno spesso costretto (con pochi giorni di preavviso) a spostare le date delle prove. Inoltre, indubbiamente per qualche mio limite intellettuale, ho sempre trovato molto faticoso interagire con lo staff dell'associazione. Komos ha dunque declinato la gentile offerta e si è trasferito senza indugio dove ha trovato le condizioni ideali per poter svolgere il proprio lavoro, sia da un punto di vista acustico che da un punto di vista umano, una parrocchia cattolica bolognese, San Bartolomeo della Beverara guidata dal parroco Don Nildo Pirani, che già diverse volte lo aveva ospitato in giorni in cui la sala del Cassero non era disponibile.
Dunque, per chiarire subito questo punto, Komos non è più in alcun rapporto con Arcigay. Ci auguriamo di poter collaborare ancora in seguito con questa associazione, ma non siamo mai stati un'emanazione di Arcigay e non ci identifichiamo con la sua linea politica in molti punti (per esempio nel suo atteggiamento nei confronti della chiesa cattolica).
E' importante mettere in chiaro ciò in considerazione dei più recenti svilluppi: una giornalista dell'Ansa si è interessata alla vicenda di un coro gay ospitato da una parrocchia cattolica ed ha intervistato me e il serafico Don Nildo Pirani, producendo un articolo ripreso poi dalle maggiori testate nazionali e locali, il Corriere della Sera, Repubblica, il Giornale, il Resto del Carlino, ecc... (si vedano ad esempio http://corrieredibologna.corriere.it/bologna/notizie/cronaca/2009/28-luglio-2009/coro-gay-trova-casa-parrocchia-1601612386439.shtml e
http://bologna.repubblica.it/dettaglio/Una-sala-prove-in-parrocchia-per-il-coro-gay/1684250) oltre ovviamente ad innumerevoli siti internet. Sono stato molto felice di raccontare questa piccola storia, rappresentativa di tante altre che non salgono agli onori della cronaca, per mostrare che il rapporto tra omosessuali e chiesa cattolica non è sempre uno scontro basato sul pregiudizio (da una parte e dall'altra), come spesso lo fanno apparire gli slogan di Arcigay, ma può anche essere un dialogo costruttivo. Io sono ateo ma ci sono tantissimi omosessuali cattolici e genitori cattolici di omosessuali in Italia. Penso che questa storia dia loro un po' di speranza. Oltre tutto, io ho diversi amici preti con cui vado molto d'accordo, senza contare che, tra i komosnauti, ben cinque sono stati in seminario e avrebbero voluto intraprendere la carriera ecclesiastica. Quanto poi a Don Nildo Pirani, be', è proprio un vero uomo quale non capita di incontrare spesso, la cui dirittura morale non indietreggia davanti a nulla: quando l'impulsivo vicario di Bologna, monsignor Vecchi, lo ha ripreso dicendo che avrebbe dovuto chiedere il suo permesso per ospitare questa "attività straordinaria", non si è fatto né in qua né in là (http://bologna.repubblica.it/dettaglio/don-nildo-si-difende:-cantare-e-un-dono-di-dio/1685035). In seguito Sua Eccellenza Vecchi ha dovuto riconoscere che Don Nildo non ha commesso alcuna scorrettezza, ma uno sparuto gruppo di parrocchiani ha voluto scrivere alle autorità ecclesiastiche gridando allo scandalo (http://espresso.repubblica.it/dettaglio-local/quel-coro-gay-e-uno-scandalo-ma-il-parroco-difende-la-scelta/2106603). Da notare che questi parrocchiani non devono partecipare alla mensa del Signore molto spesso perché Don Nildo dice che, tranne uno, gli altri sette firmatari non gli sono noti.
Mentre tutto questo avveniva io ero in Sicilia a seguire un masterclass di canto (tra l'altro alloggiando insieme ad un prete e cantando in un concerto di musica sacra nonché una messa...). Appena tornato, ho telefonato a Don Nildo, piuttosto preoccupato per le possibili ripercussioni di questa storia su di lui. Mi ha risposto che l'unico risvolto negativo di questa faccenda è che i giornali continuano a scrivere che ha 82 anni, mentre ne ha solo 72...
Hic manebimus optime.
2 commenti:
Ora capisco la tua vocazione al sacerdozio di cui mi accennavi in facebook..
NB: Sempre molto piacevoli i tuoi scritti e complimenti per la determinazione che metti nel tuo lavoro.
Francesca
Fatina dei cori gay, facci la magia di altri post!
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