sabato 12 luglio 2008

Parto, parto, ma tu, ben mio...

Domani parto. Vado a cercare di coltivare la mia carriera da regista d'opera... Torno il 18. Quindi, se mi scrivete e non vi rispondo immediatamente (ma cercherò di recuperare un internet-point) non ve ne abbiate a male. Spero di trovare la mia posta piena di altre adesioni!

Nel frattempo siamo a quota 37! Non male come base.

Su consiglio del mio fidanzato, vi riporto una e-mail che ho appena ricevuto e mi ha fatto un piacere immenso:

"Ciao, mi piace moltissimo questa tua idea! Sono una traduttrice per Gionata [http://www.gionata.org/ Portale su fede e omosessualità] Etero e sessantaduenne e sposata con due figli... Mi piace molto cantare ma abito nel bresciano. Ho fatto amicizia con gays e (poche) lesbiche e domani ci vedremo a Parma come gruppo-traduttori. Penso proprio che quello che dici sia anche quello che penso da molti anni e mi fa molto piacere questo uscire dagli armadi in pompa magna! Vorrei venire alla vostra prima apparizione con gli amici di Gionata. Pensi di ricordarti di avvertirmi?Un abbraccio e buon lavoro"

Sono soddisfazioni, vero?

2 commenti:

Steve ha detto...

Si si sono soddisfazioni.

Ascolta tuttavia, vorrei farti alcune domande circa la tua inizativa.

Il tuo coro programmaticamente come intende contribuire al benessere delle persone GLBT?
Mi spiego: come intendi curare la dimensione comunitara, quali interlocutori hai i programma di raggiungere?

Cos'è per te la comunità GLBT?
In cosa esattamente il canto può favorire il nostro benessere)

Paolo V. Montanari ha detto...

Mi pareva di essere stato abbastanza choaro sui miei intenti nei primi due post (la lettera programmatica e le F.A.Q.). Ti rispondo, ma temo che parafraserò ciò che ho già scritto:

- Cos'è per te la comunità GLBT?

Diconsi omosessuali le persone che fanno sesso con le persone del loro stesso sesso, poi ci sono anche i bisessuali. I transessuali si definiscono invece per la loro identità di genere, diversa da quella anagrafica. E poi c'è anche la Q di "queer" che comprende un sacco di sessualità varie ed eventuali.
Lo stigma sociale di cui sono oggetto queste persone ha fatto sì che, nel corso dei secoli, specialmente dalla metà dell'Ottocento ai giorni nostri, si sviluppasse una "cultura omosessuale", i cui frutti sono preclari ed evidenti (da Cocteau a Gide, da Penna a Testori, da Britten a Rorem, ecc... ecc...). Molti omosessuali rifiutano di identificarsi come omosessuali e altri hanno in uggia l'idea che esista una "cultura omosessuale". Io invece credo che esista e che sia l'arma più potente per raccontare la nostra esistenza ad un mondo che vuole ignorarci e spesso calpestarci.


- In cosa esattamente il canto può favorire il nostro benessere?

Innanzitutto è un'attività artistica che fa bene alla mente e al corpo di chi la fa.

In secondo luogo, un coro è una splendida ed eloquente metafora di una comunità che vuole far sentire la propria voce e che può offrire intelligenza, serietà, competenza e bellezza al mondo.

Un coro omosessuale dà modo agli omosessuali di incontrarsi in un contesto culturale (e non sempre solo per fare sesso o fare le cretine, attività peraltro lodevolissime) e dà modo agli eterosessuali di vedere la comunità omosessuale in un contesto diverso (positivo, a mio avviso) da sfilate più o meno carnevalesche e (ciò che avviene purtroppo assai meno spesso) rivendicazioni politiche di diritti. Se tutte le persone fossero intelligenti e razionali, non ci sarebbe bisogno di rivendicare i nostri diritti. Ma la gente è stupida. Con questa attività culturale ci proponiamo anche l'obiettivo schilleriano di elargire un po' di bellezza al mondo, sperando che qualche bestia si ammansisca. Sarà un compito donchisciottesco fin che si vuole, ma io penso che, se non provo almeno a cambiare il mondo, non vale la pena di vivere. Non essendo particolarmente incline alle ghigliottine e alle bombe, la mia maniera di cambiare il mondo è questa.