venerdì 11 luglio 2008

Il repertorio

Dato che me lo hanno già chiesto in tre o quattro persone: no! non ho nessuna intenzione di fondare un coro gospel!!! Sarebbe un bel po' strano fare un coro gay che si dedica solo a musica religiosa cristiana. Senza contare che io non sono afroamericano e non abbiamo nemmeno un afroamericano nel coro. Direi che sia meglio rimanere nella nostra tradizione. Non so voi, ma io non avrei molta voglia di mangiare i tortellini in brodo preparati a Pechino da un cuoco cinese.

Altre cose che NON faremo: mettere parole finocchie a canzoni note, fare dei balletti, travestirci. Siamo un coro: cantiamo. Al massimo, se il pubblico lo richiede possiamo far cantare i più meritevoli senza maglietta.

Il repertorio cui mi voglio dedicare non esclude arrangiamenti di standard moderni (che so? "Over The Rainbow" o "Night and Day") o cori da musical. Se poi abbiamo dei soldi da dare a Madonna o Britney Spears in diritti d'autore ed è proprio una necessità impellente dei coristi cantare arrangiamenti corali di Oops! I Did It Again o Like A Prayer, sarà divertente.

Ma il centro sarà soprattutto la musica colta occidentale, dal Quattrocento ai giorni nostri. Mi piacerebbe che il primo concerto sia un assortimento di vari pezzi dal rinascimento al barocco al classicismo al romanticismo al Novecento storico ai giorni nostri, con qualche lollipop leggero, per vedere che cosa ci viene meglio. Alcuni pezzi che sto guardando in questi giorni, per farvi degli esempi: "Bundeslied" di Beethoven, "Chanson à boire" di Poulenc e "Love Alone" di Ned Rorem (questo specificamente gay, con un testo di Paul Monette). Un progetto che ho è anche commissionare a compositori viventi pezzi su poesia gay italiana (Penna o Testori, ad esempio). Sarebbe figo farsi scrivere un pezzo da Hans Werner Henze!

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