Ma ho anche la fortuna straordinaria di poter contare su alcuni esseri umani speciali che, al di là di ogni mia aspettativa, mi aiutano, mi incoraggiano, mi insegnano, hanno fiducia in me e non mi lasciano mai da solo. In cima a questa (brevissima) lista c'è sicuramente Tiziana Tramonti.
La Tramonti come ninfa (nel Lamento della ninfa di Monteverdi col KOMOS)
Ho conosciuto Tiziana Tramonti quando studiavo composizione: avevo composto quello che secondo le consegne avrebbe dovuto essere un lied dodecafonico, e che invece era una mélodie dodecafonica-aleatoria-impressionista su un testo di Verlaine, e l'avevo affidata all'allieva della Tramonti Alice Molinari, poi divenuta mia grandissima amica. Avevo quindi fatto la prima incursione nell'aula 9 dell'Istituto "Orazio Vecchi" di Modena per vigilare sulle prove (all'epoca c'era un cane di pianista eseguiva una nota su dieci di quelle scritte). All'inizio, chissà perché, avevo impressione che la Tramonti non mi avesse preso molto in simpatia (in seguito invece mi ha detto di aver pensato che ero "tanto carino"). Ma avevo assistito alle sue lezioni e mi erano piaciute moltissimo. Anche per questo, in un momento di follia, ho deciso di cominciare a prendere lezioni di canto. Il pezzo che ho portato alla prova di ammissione era Offrande di Reynaldo Hahn (su testo di Verlaine)!
E così da cinque anni sono suo allievo. Quando mi porta nei teatri ad assistere alle prove tutti pensano che io sia suo figlio! Perché la signora Tramonti non è di quelle insegnanti di canto che non sono mai salite su un palcoscenico, ma canta regolarmente nei maggiori teatri, dalla Scala a Monaco di Baviera a Montecarlo a Roma, Firenze, Torino, Bologna, Napoli, Palermo, ecc... Ultimamente la potete vedere come Annina nel dvd della Traviata della Scala con la Gheorghiu.
La Tramonti viglila sul mio trucco per La finta schiava di Francisco Javier García Fajer (detto lo Spagnoletto) - Campiglia Marittima 2007
Ora vi racconto in breve la storia di Titti Tramonti:
nella Firenze anni '80, nelle file dell'orchestra del Maggio Musicale Fiorentino c'è una giovane violista allieva del più grande violista italiano, Piero Farulli del Quartetto Italiano. Il maestro Riccardo Muti l'ha notata. Un po' perché è una bella ragazzina, un po' perché la ragazzina ha la bizzarra abitudine di venire ad assistere a tutte le prove dei cantanti (con il pianoforte) e di prendere appunti su uno spartito. Avendo scoperto che la violista è anche una cantante, la vuole sentire cantare e dopo averla sentita sentenzia stupefatto che con quella voce avrebbe dovuto abbandonare la viola e dedicarsi completamente al canto. La ragazzina, che per la verità già aveva fatto alcune cose importanti come soprano, come ad esempio alcune cantate di Bach riprese anche dalla Rai, non se lo fa ripetere due volte e comincia una carriera che, grazie alla sua musicalità si svolge sui terreni più disparati, dal barocco (tante le collaborazioni con Claudio Gallico ed è tra le fondatrici dei Solisti del Madrigale che poi avrebbe dato vita al Concerto Italiano portato al successo internazionale da Rinaldo Alessandrini) alla musica contemporanea al romanticismo e al verismo (deve anche aver fatto Giorgetta nel Tabarro in quei primi anni se non erro). Lei per la verità avrebbe voluto fare la liederista ed è anche andata a Vienna a studiare con Erik Werba. Ma questo, naturalmente, in Italia non è possibile. Ad un certo punto Karajan in persona, che l'aveva sentita in registrazione, la chiama a Salisburgo per un'audizione per il ruolo di Donna Elvira nel Don Giovanni (audizione, in cui, per la cronaca, la Tramonti si è cagata sotto e si è interrotta a metà dell'aria. Il commento del maestro fu "peccato", in italiano, credo). Muti, nel frattempo, dopo due audizioni che non l'avevano soddisfatto, finalmente la chiama a lavorare alla Scala, dove tuttora lavora dopo quindici o venti anni (a differenza del Maestro, come si sa).
La voce della Tramonti è uno strumento splendido. Non può vantare un volume torrenziale, ma ha una straordinaria omogeneità di voce, splendidi acuti e gravi sontuosi. Una voce di difficile classificazione, secondo alcuni. In realtà sarebbe un soprano. Ma, in mancanza di mezzosoprani, tutti sono convinti che sia un mezzosoprano, cosa che in effetti le viene benissimo. In una stessa recita al San Carlo di Napoli ha interpretato Mamma Lucia in Cavalleria Rusticana (un ruolo da contraltone) e Nella nel Gianni Schicchi (decisamente soprano e con una tessitura piuttosto acuta). Il maestro Bartoletti le ha detto in quella occasione che è il miglior contralto con cui abbia mai avuto l'occasione di lavorare... Mah!
Non è mai stata una donna che sgomita per arrivare. Lavora sempre e nei migliori teatri d'Italia, ma come Marcellina (nelle Nozze), Berta (nel Barbiere) e in tutti quegli altri ruoli di "badante" (Giovanna, Annina, Curra, Ines, Bersi, Larina...) Se fossi nato vent'anni prima sarei diventato il suo agente e avrei sgomitato io per lei. Perché ha un talento raro: una tecnica affidabilissima che le permette una intonazione sempre perfetta e una ricca gamma di colori, una musicalità sopraffina in cui si percepisce la sua formazione strumentale, un gusto impareggiabile per la parola (la sua musica da camera italiana, da Rossini al Novecento, è davvero sbalorditiva), un istinto (ed una tecnica) teatrale da grande attrice... Ci fossi stato io a decidere, un po' di Contesse, Donne Elvire, Marschallin (nel Rosenkavalier), Blanche (nei Dialogues des Carmelites), ecc... non gliele levava nessuno. D'altronde potrebbe sempre farle. Ma i direttori artistici qui sono sempre selezionati in base all'appartenenza politica (peraltro opinabile a seconda delle previsioni metereologiche) o, meglio, massonica o simili... Come si fa?
E poi è una vera donna. Il suo Frauenliebe und -leben di Schumann dice tutto: è una bambina quando gioca, è una ragazza quando si emoziona, è una donna quando dà consigli. E, a riprova del suo buon gusto, mi vuole bene... Naturalmente non poteva mancare al battesimo di mio figlio (il Komos).
nella Firenze anni '80, nelle file dell'orchestra del Maggio Musicale Fiorentino c'è una giovane violista allieva del più grande violista italiano, Piero Farulli del Quartetto Italiano. Il maestro Riccardo Muti l'ha notata. Un po' perché è una bella ragazzina, un po' perché la ragazzina ha la bizzarra abitudine di venire ad assistere a tutte le prove dei cantanti (con il pianoforte) e di prendere appunti su uno spartito. Avendo scoperto che la violista è anche una cantante, la vuole sentire cantare e dopo averla sentita sentenzia stupefatto che con quella voce avrebbe dovuto abbandonare la viola e dedicarsi completamente al canto. La ragazzina, che per la verità già aveva fatto alcune cose importanti come soprano, come ad esempio alcune cantate di Bach riprese anche dalla Rai, non se lo fa ripetere due volte e comincia una carriera che, grazie alla sua musicalità si svolge sui terreni più disparati, dal barocco (tante le collaborazioni con Claudio Gallico ed è tra le fondatrici dei Solisti del Madrigale che poi avrebbe dato vita al Concerto Italiano portato al successo internazionale da Rinaldo Alessandrini) alla musica contemporanea al romanticismo e al verismo (deve anche aver fatto Giorgetta nel Tabarro in quei primi anni se non erro). Lei per la verità avrebbe voluto fare la liederista ed è anche andata a Vienna a studiare con Erik Werba. Ma questo, naturalmente, in Italia non è possibile. Ad un certo punto Karajan in persona, che l'aveva sentita in registrazione, la chiama a Salisburgo per un'audizione per il ruolo di Donna Elvira nel Don Giovanni (audizione, in cui, per la cronaca, la Tramonti si è cagata sotto e si è interrotta a metà dell'aria. Il commento del maestro fu "peccato", in italiano, credo). Muti, nel frattempo, dopo due audizioni che non l'avevano soddisfatto, finalmente la chiama a lavorare alla Scala, dove tuttora lavora dopo quindici o venti anni (a differenza del Maestro, come si sa).
La voce della Tramonti è uno strumento splendido. Non può vantare un volume torrenziale, ma ha una straordinaria omogeneità di voce, splendidi acuti e gravi sontuosi. Una voce di difficile classificazione, secondo alcuni. In realtà sarebbe un soprano. Ma, in mancanza di mezzosoprani, tutti sono convinti che sia un mezzosoprano, cosa che in effetti le viene benissimo. In una stessa recita al San Carlo di Napoli ha interpretato Mamma Lucia in Cavalleria Rusticana (un ruolo da contraltone) e Nella nel Gianni Schicchi (decisamente soprano e con una tessitura piuttosto acuta). Il maestro Bartoletti le ha detto in quella occasione che è il miglior contralto con cui abbia mai avuto l'occasione di lavorare... Mah!
Non è mai stata una donna che sgomita per arrivare. Lavora sempre e nei migliori teatri d'Italia, ma come Marcellina (nelle Nozze), Berta (nel Barbiere) e in tutti quegli altri ruoli di "badante" (Giovanna, Annina, Curra, Ines, Bersi, Larina...) Se fossi nato vent'anni prima sarei diventato il suo agente e avrei sgomitato io per lei. Perché ha un talento raro: una tecnica affidabilissima che le permette una intonazione sempre perfetta e una ricca gamma di colori, una musicalità sopraffina in cui si percepisce la sua formazione strumentale, un gusto impareggiabile per la parola (la sua musica da camera italiana, da Rossini al Novecento, è davvero sbalorditiva), un istinto (ed una tecnica) teatrale da grande attrice... Ci fossi stato io a decidere, un po' di Contesse, Donne Elvire, Marschallin (nel Rosenkavalier), Blanche (nei Dialogues des Carmelites), ecc... non gliele levava nessuno. D'altronde potrebbe sempre farle. Ma i direttori artistici qui sono sempre selezionati in base all'appartenenza politica (peraltro opinabile a seconda delle previsioni metereologiche) o, meglio, massonica o simili... Come si fa?
E poi è una vera donna. Il suo Frauenliebe und -leben di Schumann dice tutto: è una bambina quando gioca, è una ragazza quando si emoziona, è una donna quando dà consigli. E, a riprova del suo buon gusto, mi vuole bene... Naturalmente non poteva mancare al battesimo di mio figlio (il Komos).
La Tramonti sale sul palco a prendere gli applausi col cast al termine de La finta schiava (sì, la mia regia era ambientata negli anni '80)
Somewhere da West Side Story di Bernstein con il KOMOS. Al pianoforte il maestro Mario Sollazzo:


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