Un sacco di interviste in questi giorni. Oggi su Repubblica e sul Resto del Carlino. Domenica mattina (alle 9.30) su Radio2.
L'intervista su Resto del Carlino mi ha dato qualche gatta da pelare. Avendomi chiesto se non avessi una foto del coro, oltre a quella mia che avevo inviato insieme al comunicato stampa, ho risposto che questa strategia era stata decisa dopo una discussione all'interno del coro, sorta perché alcuni coristi non vogliono che le loro foto vengano pubblicate sui quotidiani per evitare grane con i genitori, i colleghi di lavoro, le vicine della nonna. La giornalista mi ha dunque chiesto come avremmo fatto per ovviare a questo problema durante i concerti. Facendo ironia sul termine gergale che indica gli omosessuali non dichiarati, "velata", avevo detto che avevo proposto di comprare metri di tulle nero per coprirli da capo a pie', aggiungendo subito dopo - non si sa mai - che ovviamente si trattava solo di uno scherzo: il nostro primo concerto si terrà al Cassero, circolo Arcigay, un contesto in cui queste persone si sentono protette dagli occhi degli omofobi. Ho aggiunto anche che questi sono i problemi paradossali con cui una percentuale altissima dei gay italiani, che non ha il coraggio di fare "coming out" per paura di incrinare rapporti di lavoro, di amicizia, di parentela, quando non proprio di subire violenze fisiche, deve convivere ogni giorno.
Purtroppo qualcuno (immagino non la giornalista stessa, ma un qualche redattore, di quelli che mettono i titoli ai pezzi senza averli letti) ha scritto a fianco in un riquadro che "alcuni coristi canteranno travisati"... Quando, oggi pomeriggio, il presidente del Cassero mi aveva telefonato allarmato per questo articolo (che non avevo ancora avuto la possibilità di leggere), mi aveva riferito il termine "camuffati". Il che mi ha ricordato la scena di Prendi i soldi e scappa! in cui i genitori di Woody Allen, che fa la parte di un rapinatore di banche, vengono intervistati dalla televisione e per evitare di essere riconosciuti dai vicini si presentano con gli occhiali e i baffi da Groucho Marx... Il termine "travisare", invece, che in italiano di solito è utilizzato solo in senso figurato, come "fraintendere", è assai più ricercato e sibillino. Una scelta degna di Gadda. Mah.
In ogni caso, secondo me, nessuno dei lettori potrebbe mai prendere sul serio questa frase. Ma mi dicono che invece è possibile. Mi toccherà mandare una lettera per spiegare che sono stato frainteso? Direi che sono pronto per la presidenza del Consiglio.
Nessun commento:
Posta un commento