Lettera aperta sul caso Francesco Bruno vs. OMS,
Inviata alla Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici (segreteria@fnomceo.it), all'Ordine dei Medici della Provincia di Roma cui Bruno è iscritto (rmomceo@tin.it), al Rettore dell'Università "La Sapienza" di Roma, dove Bruno è docente (rettore@uniroma1.it) e ad alcuni giornali.
Gentili Signori e Signore,
come sapete alcuni esponenti del mondo scientifico godono di popolarità mediatica e vengono intervistati sui più svariati argomenti (spesso non attinenti al loro specifico campo di indagine o attività). Questo può anche essere una cosa buona. Se però l'intervistato, un medico che si propone o concede di essere considerato come un'autorità, va contro a quello che l'Organizzazione Mondiale della Sanità ha da tempo stabilito, senza giustificare in alcun modo logico la propria opinione e senza portare prove scientifiche, e per di più insinuando che l'OMS non agisca in base a criteri scientifici, ma ad altri interessi non ben specificati, l'opinione pubblica rimane confusa. Mi riferisco alla nuova intervista recentemente rilasciata dal criminologo Francesco Bruno, noto personaggio televisivo, al sito Pontifex, ci cui è ospite abituale, nella quale dichiara: "Come noto, la OMS ha deciso che non si debba parlare di malattia, e sappiamo con quali criteri ha scelto. Io rimango della mia idea e le denunce, o gli esposti dei gay, non mi fanno paura".
http://www.pontifex.roma.it/index.php/interviste/varie/10178-psichiatra-qomosessuali-anormali-cause-organiche-allorigine-della-loro-situazioneq
Il professor Francesco Bruno pone la sua autorità contro quella dell'Organizzazione Mondiale della Sanità. Quindi, delle due l'una: o è credibile l'Organizzazione Mondiale della Sanità o sono credibili il professor Bruno, l'Università nella quale insegna e l'Ordine dei Medici cui appartiene, che non ha comminato alcuna sanzione nei suoi confronti per le dichiarazioni rilasciate.
Nel seguito dell'intervista il professor Bruno afferma inoltre: "Siamo nel campo, quando la omosessualità non viene scelta volutamente, di anormalità funzionali essendo il sesso volto naturalmente alla procreazione. Per farmi capire. L'omosessuale nato, lo è per una disturbo di personalità legato, probabilmente, ad una errata assimilazione dei ruoli dei genitori, o anche a cause organiche che sarebbe complicatissimo spiegare." E ancora, riferendosi ai genitori di omosessuali, con un vistoso anacoluto: "Chi dice che padre e madre sono contenti o accettano la diversità del figlio, mentono sapendo di mentire."
Il professor Bruno pretende rispetto per le sue opinioni. Ma, forse sviato dalla sua lunga frequentazione televisiva, scorda di non essere un opinionista ma uno psichiatra e docente universitario. L'opinione pubblica tende a considerarlo perciò una persona autorevole in questo campo e tende a pensare che le sue affermazioni siano sorrette da studi che seguono il metodo accettato dalla comunità scientifica mondiale.
Considerando anche che le affermazioni del professor Bruno offendono tanti omosessuali e genitori di omosessuali, perpetuando pregiudizi smontati da tempo dalla comunità mondiale di psichiatri e psicologi (si può prendere ad esempio l'American Psychological Association http://www.apa.org/helpcenter/sexual-orientation.aspx) e fomentando discriminazioni, depressioni, omicidi, suicidi, fin troppo comuni in questo paese, è opportuno che gli Ordini dei Medici italiani e l'Università nella quale il professore insegna chiariscano all'opinione pubblica se si tratta di affermazioni scientifiche basate su studi rigorosi o piuttosto di personali opinioni basate su personali convinzioni (religiose o di altro tipo). Se nella psichiatria il confine tra le due cose è così labile o non esiste, non si capisce perché uno psichiatra dovrebbe essere laureato e perché un cittadino dovrebbe spendere soldi per rivolgersi ad uno psichiatra piuttosto che ad un prete, ad esempio.
Cordiali saluti,
Paolo V. Montanari
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