Perché c'è bisogno di riflettere sulla condizione delle donne nel nostro paese, perché c'è bisogno di ricordare che donne e omosessuali hanno combattuto insieme per i loro diritti, perché oggi tante donne e omosessuali pensano di avere ottenuto tutto e invece è solo pigrizia, vigliaccheria o egoismo, perché quella tra donne eterosessuali e uomini omosessuali è sempre stata un'accoppiata vincente, perché vogliamo cantare insieme a cinque donne straordinarie, perché c'è sempre un buon motivo per fare musica...
8 marzo 2010 - ore 21
Bologna - Palazzo Comunale, Cappella Farnese
Concertone femminista di
KOMOS - Coro Omofonico Bolognese
Musiche di Claudio Monteverdi, Barbara Strozzi, Franz Schubert, Robert Schumann, Leonard Bernstein, Francis Poulenc, Gaetano Donizetti, Giuseppe Verdi, Antonin Dvorak...
con
Eleonora Cilli, Arianna Donadelli, Alice Molinari, Anna Rita Pili e Tiziana Tramonti, soprani
Nicola Basile, pianoforte
Paolo V. Montanari, direttore
INGRESSO LIBERO
16 commenti:
Ottima serata, dei soprani davvero pregevoli.
Musica piacevole e ottima selezione.
Unica nota stonata, il direttore troppo meritorio nei suoi confronti e poco verso il coro.
Grazie!
Ma sei un po' ambiguo lessicalmente e grammaticalmente. Cioè ho acquisito meriti per il mio operato verso me stesso o verso la musica (o verso i soprani), ma non per il mio operato verso il coro?
leggi attentamente. E' Molto chiaro.
1. ottima serata
2. dei soprani pregevoli
3. musica piacevole
4. ottima selezione musicale.
E questi sono dei complimenti, come puoi ben intuire.
Unica nota stonata il protagonismo del direttore, che credo sia tu, non è un complimento ma una critica.
Difronte ad un pubblico non bisogna peccare troppo di Superbia.
Non ti sei posto mai in secondo piano rispetto ai ragazzi del coro. Io ero in mezzo al pubblico, era un impressione palese.
Dovresti forse prendere coscienza del fatto che un coro è composto non solo dal direttore, ma anche da baritoni, tenori primi, tenori secondi, bassi, sopranisti, quindi più persone hanno meriti. Per non dare questa impressione avresti potuto semplicemente parlare al plurale o limitare l'utilizzo del pronome IO e dell'aggettivo possessivo MIO.
Detto questo la tua risposta mi dice tutto su come la vedi, continui a dire "IL MIO OPERATO VERSO IL CORO".
Poi magari è solo un tuo modo di parlare perchè non ci arrivi lessicalmente, tutto è possibile. Ma se vuoi avere rapporti con un pubblico, come il tuo tentativo di ieri di instaurare un dialogo, devi imparare a regolare i termini.
Detto questo, ti faccio notare che la grammatica comprende le regole per il lessico, l'ortografia, la morfologia e la sintassi, quindi fai attenzione a non ripeterti.
Il punto è che "meritorio" secondo me significa un'altra cosa.
Non so decidere se sia il tipo di pubblico del Komos a essere così... diciamo "sensibile, attento e preparato" o se anche gli altri direttori di coro ricevano commenti quali "Tanti complimenti, è stata una serata bellissima! Un concerto indimenticabile.
Certo, è ovvio che
- non avete la minima idea de la pronuncia francese/la pronuncia tedesca/lo stile romantico, barocco, rinascimentale, del Novecento...
- le vostre soliste sono a)troppo leggere, b)troppo pesanti, c)troppo giovani, d)troppo vecchie, e)troppo vibranti, f)troppo fisse...
- immagino tu non abbia studiato direzione/canto/musica, vero?,
- ..."
Tema di dibattito privilegiato naturalmente sono le mie introduzioni. Ormai posso produrre una breve statistica e mi pare di notare che, per un motivo o l'altro, se riscontrano immancabilmente un grande successo presso il pubblico femminile, non di rado innervosiscono qualche spettatore maschio. E naturalmente anche qualche corista.
Non c'è persona che adori più di me il Komos e i komosnauti. I meriti che io eventualmente posso avere sono tutti di riflesso, perché sono loro che cantano. Non faccio concerti per vedermi riconosciuti dei meriti ma per divertirmi e per fare apprezzare la musica che amo (oltre che per una serie di motivazioni sociali già molto spiegate). Faccio ciò che trovo giusto e bello. Quando dico "io", voglio dire "io". Non vedo perché attribuire a tutti opinioni che sono mie, né perché non dovrei esprimere le mie opinioni. E, come ho detto più volte, mi sembra evidente che, se mi fosse mai importato qualcosa di attirare le simpatie della gente, non avrei fondato un coro gay che canta musica colta!
Al proposito, pubblico l'epistolario bello e istruttivo or ora occorso tra me e il komosnauta M.B., che solleva il medesimo problema.
Lettera di M.B.
Il mio coro,
il mio programma,
le mie amiche,
il mio corista tanto amato e assente.
E quelli presenti?
"Facciamo parlare la musica", e poi seguono monologhi di 20 minuti...spero tu te ne renda conto. A breve dovremo chiamarlo non più Komos ma PVM Show.
Attento Paolo, come direbbe Filipp Filippovic, "Le parole sono importanti!" e qui, a mio modestissimo giudizio, non servono più di tanto. Metti in luce il NOI, per favore, anche se tu lavori dieci o cento volte tanto, è fondamentale il NOI.
Risposta di P.V.M.
Infatti sono il mio coro, il mio programma, le mie amiche e il mio corista tanto amato e assente. Quello che dico io è quello che dico io. Non mi piace fare discorsi istituzionali e nessuno mi paga per farli. Parlo delle mie idee e dei miei sentimenti. L'arte secondo me è questo. Poi, la gente è venuta a sentire voi e ti assicuro che a nessuno è sfuggito il fatto che avete cantato e come avete cantato. I miei monologhi servono, nelle mie intenzioni, non per fare il mio show ma per aumentare la comprensione e quindi l'apprezzamento di ciò che fate voi, esattamente come la tua lettura. Avrei voluto parlare molto di più della motivazione sociale di questo concerto, ma mi sono trattenuto ed ho parlato solo dei brani che andavamo ad eseguire. Poi, naturalmente, sono il primo a riconoscere che le mie introduzioni sono molto perfettibili. Me le preparo brevi e poi sul momento dico tutt'altro. Ma ti assicuro che se non parlassi il pubblico rimarrebbe molto più freddo.
Se tu fai uno spettacolo, scrivi le tue note di regia per guidare la comprensione del pubblico (e nel caso della musica, linguaggio dal quale la gente è sia affascinata che spaventata, è molto più necessario). Questo non vuol dire sminuire il merito del drammaturgo e degli attori, mi pare.
Colgo comunque il tuo suggerimento (periodico - mi accorgo di parafrasare un nostro precedente scambio epistolare). D'altra parte, se accontentare l'ego di uno o due solisti richiede delicatezza ma non è impossibile (e finora mi è riuscito sempre), è molto difficile accontentare l'ego di venti superdive che fanno parte di un coro (e comunque in molti casi ci riesco!). Io vi adoro, sono innamorato di ognuno di voi, ma purtroppo non posso permettermi di fare aumentare troppo il vostro ego, che in molti casi è già molto poco gestibile!
Quanto a me - ti potrà sembrare strano - ma non mi importa nulla degli applausi. Mi fa piacere caso mai vedere che il pubblico è attento. Io ho il mio premio mentre sto facendo musica con voi.
mi è piaciuta tantissimo la serata di ieri sera! bella idea, belli i brani scelti, ottima esecuzione sia delle soliste che del coro. il direttore mi è parso bravissimo ad introdurre i brani in modo colto senza essere pesante o per addetti ai lavori.
nessuna impressione di autocelebrazione, al contrario è stato molto carino verso i colleghi
Paolo non vale entrare con un altro nome e farsi i complimenti :p (scherzo) comunque su, che cavolo accetta un pò le critiche, non t'hanno detto nulla di che ne il M.A.B. ne Andrea Samuele.
Scusa, ma sembra che tu non abbia capito che critica ti viene posta.
Pensa che se non ti fanno critiche classiche come descrivi, dovresti esserne più che compiaciuto no?
Se ti fanno una critica sulle "tue introduzioni" c'è un motivo. Ti assicuro che tra il pubblico femminile non ha successo, non hai successo con nessuno con questa linea, su questo aspetto. Avevo delle simpaticissime vecchiette di fianco a me e si sono chieste su di te.
Nessuno mette in dubbio il fatto che te ci metti l'anima per questo coro o che non lo fai per la gloria. Sicuramente è così.
Ma il fatto, come ti ho già detto, è che questo tuo sentimento non traspare assolutamente, anzi sembra ci sia un rapporto di sudditanza.
Amorevolmente ti dico anche che nessuno ha mai messo in dubbio le ragioni delle tue introduzioni, ma solo l'uso improprio che ne fai. Al pubblico non interessa la persona Paolo, al pubblico interessa venire a sentire il coro Komos.
Chi vuol muovere il mondo, prima muova se stesso.
Simo, accetto il fatto di essere criticato, ma non necessariamente condivido le critiche. Tot capita tot sententiae.
Manco a farlo apposta mi è appena arrivata un'altra e-mail (di una signora):
"La serata mi è piaciuta tantissimo. Bella la scelta dei brani molto bella l’esecuzione. Forse unica nota non del tutto positiva l’acustica della sala che non era delle migliori ma che ha permesso comunque di gustare un ottimo concerto.
Ero in compagnia di due amiche e di mia figlia e a tutte è piaciuta molto l’introduzione ai brani: colta ma non eccessivamente alta e soprattutto molto simpatica.
Grazie per questa performance, spero ci siano presto altre occasioni!"
Perché dovrei dare più retta alle une che agli altri? (Posto poi che di rado do retta a qualcuno)
Per quanto riguarda l'interpretazione della statistica (molti commenti positivi firmati da donne/tutti i commenti negativi firmati da uomini (presumibilmente gay?)), mettiamola così: evidentemente le donne che non mi apprezzano non me lo vengono a dire, mentre gli uomini sì. Un retaggio di sudditanza intellettuale che impedisce alle donne di rivolgere critiche aperte a uomini? Un bisogno dei gay italiani di rompere le palle sempre e comunque agli attivisti gay di ogni tipo? Pura casualità?
Comunque, la cosa più importante è che in tanti sentano il bisogno di farmi sapere le loro opinioni, il che, a parer mio, significa che ciò che HO e ABBIAMO fatto non lascia indifferenti.
Mi coglie però il dubbio che sia la stessa persona... Vabbé. A maggior ragione molto dolce e gentile!
la prossima volta farò delle interviste fra il pubblico, così potrai constatare tu stesso che non sono solo impressioni di pochi.
Be', Samuele, sarebbe carino da parte tua. Sarebbe interessante. Ma è dubbio che ciò avrebbe una qualche influenza sulle mie azioni. Ancora: se ritenessi che l'opinione dei più è quella giusta non avrei mai fondato un coro gay che si occupa di musica colta, no? In più, anche io ho i miei limiti, anche come oratore.
un parere sincero: qualcuno si diverte a provocare reazioni forti sia negative che positive. consiglio al direttore del coro di non commentare i commenti. se non lo avesse fatto dopo il primo di Samuele Andrea non ci sarebbero state repliche. in fondo non è molto utile questo dibattito o forse si?
Be', a parte coloro che insultano o dicono vaccate, io rispondo a tutti. Se qualcuno si è preso la briga di farmi sapere la sua opinione, mi parrebbe scortese ignorarlo. Probabilmente non è un dibattito molto interessante per i più, ma a me ovviamente interessa sempre avere un feedback di ciò che faccio. Ariannina (Donadelli) poco fa mi ha detto che le è piaciuta molto l'atmosfera intima e anticonvenzionale che ho saputo creare con le mie introduzioni. Ha usato l'espressione "come intorno a un focolare". A chi si crederà?
Per me in realtà è piuttosto faticoso parlare, dirigere e anche cantare. Spesso preferirei non parlare. Ma penso che stabilire continuamente un rapporto con il pubblico sia una cosa troppo importante per rinunciarvi, specialmente se, come me, si vuole raggiungere un pubblico non di specialisti e si vogliono proporre anche musiche di ascolto meno frequente. Preferisco che il pubblico mi odi piuttosto che si annoi.
ieri sera ho visto un'amica che avevo incontrato al concerto per caso e mi ha detto quanto sia stata felice della serata dell'8 marzo passata con un coro così piacevole, e che il direttore le è piaciuto così tanto per i modi e le competenze specifiche che vuole assolutamente continuare a seguire il coro anche in futuro!
Ehi, grazie! Troppi elogi! Crederanno tutti che sei davvero una mia altra personalità che mi fa i complimenti mentre io dormo! :-)
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